APOCALISSE NEL DESERTO

Riuscendo a fondere in un opera dal carattere pungente influenze quasi apocalittiche, The Rover richiama qualcosa di simile alle visioni dell’Australia di Cormac McCarthy, a metà strada tra l’oggi e i tempi di Road Warrior” Todd McCarthy

MV5BMjE4MTc1MzMxN15BMl5BanBnXkFtZTgwMzc4NDA4MTE@._V1__SX1289_SY574_La 67esima edizione del festival di Cannes si è conclusa da pochi giorni e quello che ci rimane, oltre ai vincitori, è una ricca lista di titoli che potremo goderci nei prossimi mesi nelle nostre sale.
Quest’anno anche l’Italia non è rimasta a bocca asciutta riuscendo a portare a casa il meritato Gran Prix du jury grazie a “Le meraviglie” di Alba Rohrwacher prima donna regista italiana in assoluto a vincere un premio al festival.

Uno dei film che ha attirato la mia attenzione però è una pellicola di tutt’altro genere del regista australiano David Michôd.
Michôd dopo il successo di Animal Kingdom del 2010 decide di puntare nuovamente sulle potenzialità di Guy Pearce affiancato da Robert Pattinson, presente al festival anche nel controverso film di Cronenberg “Map to the stars”.
La pellicola è ambientata in un futuro prossimo, dieci anni dopo il collasso totale della società in un’epoca in cui ogni tipo di legge è stata distrutta e predomina l’anarchia più totale.
In questo scenario apocalittico il solitario protagonista Eric, interpretato da Pearce, si trova a lottare con tutte le sue forze per riottenere l’unico bene rimasto in suo possesso, un’automobile, sottrattagli da una banda di criminali.

In questa disperata ricerca attraverso scenari sempre più desolati, nel bel mezzo del deserto australiano, Pearce è accompagnato da un insolito e poco gradito compagno di viaggio, Ray, interpretato da Pattinson, fratello di uno dei componenti della banda e abbandonato durante il furto perché ferito gravemente.
In questa sorta di Western futuristico i due protagonisti, compagni non per scelta ma costretti a dover contare uno sull’altro, si avvicinano sempre di più mettendo a nudo ogni loro paura e debolezza dovendo affrontare una realtà violenta e crudele, la realtà dell’uomo abbandonato a se stesso e preda delle sue emozioni più forti e incontrollabili.

La pellicola presentata nella sezione Out of Competition è stata accolta positivamente dalla critica che ha apprezzato notevolmente la bravura di Guy Pearce e la maturazione di Pattinson che riesce a essere all’altezza del suo co-protagonista.
A questo punto a noi comuni mortali non ci resta altro che aspettare la sua uscita nelle sale italiane nei prossimi mesi per vedere se anche questa volta il film sarà realmente all’altezza delle aspettative.

Nell’attesa qui puoi vedere il trailer in lingua originale: THE ROVER – Official Full Trailer HD

La recensione dell’Hollywood Reporter la puoi trovare qui: ‘The Rover’: Cannes Review

Per dare un’occhiata agli altri titoli in concorso qui trovi il sito ufficiale della 67esima edizione del Festival di Cannes: Festival de Cannes 2014

dove non arriva l’uomo

“My father has Alzheimers. This is what happens when he is with our dog“.
“Mio padre ha l’Alzheimer. Questo è quello che accade quando è con il nostro cane”.

Cattura

 

 

 

 

 

 

“My dad with our dog“, è il video pubblicato pochi giorni fa su YouTube da Lisa Abeyta; il video mostra il padre Charles Sasser, 95enne e affetto da Alzheimer da circa 6 anni, mentre interagisce con il loro cane.
“Aveva perso quasi del tutto la capacità di parlare” dice Lisa.
Roscoe è il cane che sembra abbia fatto il miracolo: il video mostra Charles interagire perfettamente con l’animale.
E’ inevitabile ammettere che Roscoe sia riuscito in ciò che l’uomo non è stato capace: portare un malato ad esprimersi in modo corretto, da che non parlava quasi più.

Il video originale lo puoi trovare qui:  http://www.youtube.com/watch?v=4Sl_DGLxm1s

 

 

L’INFORMAZIONE PER LA CULTURA

2_edizione_festival_del_giornalismo_culturaleDopo il successo della scorsa edizione, la città di Urbino ospita per la seconda volta il Festival del Giornalismo Culturale. Evento curato dal Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche dell’Università Carlo Bo, si terrà il 25, 26 e 27 aprile 2014 in alcuni dei luoghi simbolo della città, come il Palazzo Ducale o il Teatro Sanzio.

L’obiettivo dell’edizione 2014 è interrogarsi sulle responsabilità e sulle potenzialità dell’informazione culturale in Italia.” – dice Giorgio Zanchini, uno dei direttori del Festival – “Quest’anno dunque faremo un passo avanti, dopo che nella prima edizione avevamo descritto lo stato delle cose”.

Saranno tre giorni di lectio, dibattiti e confronti in cui giornalisti, scrittori e accademici saranno chiamati a discutere su temi centrali per un Paese come l’Italia. A parlare ci saranno grandi nomi, come Beppe Severgnini, che aprirà il Festival con una lectio dal titolo ‘La vita è un viaggio (e gli italiani viaggiano soli)’.
Arte e letteratura, unita anche alla gastronomia, insomma, sarà una rassegna da non perdere..e per chi non ha l’occasione di esserci, può seguire tutte le novità su twitter: @fgcurbino.

Per vedere il programma completo: Programma

COACHELLA LOVERS.

Anche quest’anno la rcoacuota panoramica simbolo del più importante festival musicale  è tornata a girare. Di cosa sto parlando? Ovviamente del Coachella Valley Music and Arts. Il festival più amato dalle celebrità ma anche dalle persone che amano la musica e il divertimento, perché lì ne possiamo trovare a palate! Venerdì 11 si sono accese le luci e si sono scatenate le migliori band del presente e passato su 3 palchi diversi. Gli headliner di questo weekend sono stati OutKast, Muse e Arcade Fire. Ma non sono venuti meno artisti del calibro di Pharrell Williams che con il suo nuovo album è ritornato sulle vette di tutte le classifiche, al pari di Lorde. La giovane e talentuosa è stata tra le sorprese del 2013 con la sua tanto ascoltata ‘Royals’. Tra gli ospiti a sorpresa possiamo trovare la magnifica Beyoncè, che si sta godendo le sue ‘ferie’ al termine dei 132 concerti in tutto il mondo, che è salita sul palco dove la sorella Solange si stava esibendo ed ha iniziato a ballare con lei. Un’altra magnifica sorpresa è stata quella di trovare il marito di Beyoncè, nonché Jay-Z ospite del rapper Nas e Gwen Stefani, ospite a sua volta di Pharrell. Dopo tutto il grande giro di ospitate a sorpresa possiamo dire che la conclusione di questo spettacolo è stata grandiosa. Per fortuna però che anche il prossimo weekend ci saranno altre grandiosi esibizioni (18-20/04). Se la vostra sfortuna, simile alla mia, è quella di non abitare negli States state tranquilli che sul canale YouTube del ‘Coachella’ si potranno vedere le esibizioni live in streaming, quindi non vi resta che mettervi davanti al pc con i fiori in testa e un paio di calzoncini da vero hippie e godervi lo spettacolo.

REALE O SURREALE?

Schermata 2014-04-09 alle 18.14.37«Jonze costruisce sulla finta intimità di un software e sulle opinioni riguardo ai social media che esistono oggi, una sorta di lucido sogno riguardo a un prossimo futuro»  come scrive Ray Pride «ma anche riguardo al pericolo di non riconoscere la differenza tra ciò che è fantasia e ciò che è realtà ( non è forse vero che gli amori più perfetti sono quelli che non potranno mai essere consumati?)»

Ci sono quei film che una volta finiti è come se avessero risposto a tutte le domande che inevitabilmente ci poniamo durante la visione, come se ci trovassimo nel bel mezzo di una lezione incalzante davanti a un professore che riesce a mettere ordine a ogni nostro dubbio.

Poi ci sono film come Her, perfetti in tutta la loro imperfezione, quelli che ti lasciano quell’amaro in bocca e tutte quelle domande a cui probabilmente nessun professore per quanto preparato saprà mai rispondere.

Il film di Spike Jonze, oscar alla migliore sceneggiatura originale, uscito nelle sale italiane il 13 marzo, appartiene a quella categoria di pellicole che difficilmente riescono a lasciare impassibile lo spettatore. Il grande tema è quello dell’intelligenza artificiale e della possibilità di un nuovo tipo di sentimento, qualcosa di mai scoperto prima, che nasce inaspettatamente tra il protagonista Theodore, interpretato da uno splendido Joaquin Phoenix  e il suo nuovo sistema operativo, che prende vita grazie alla voce sensuale di Scarlett Johansson.

 La vicenda è ambientata in un futuro non troppo lontano, così che chi guarda non si senta distante dal protagonista, ma completamente avvolto nella sua storia, come se non si trattasse di qualcosa troppo lontano dalla nostra realtà. Ed è proprio questo che il regista riesce a fare, cogliendo a pieno la complessità dei sentimenti umani, è stato in grado di creare una storia fondamentalmente fantascientifica ma che riesce ad apparire allo stesso tempo così vicina a noi.

Lo spettatore lasciandosi trasportare dall’interpretazione avvolgente dei due protagonisti è spinto a credere, senza probabilmente rendersene conto, che quello che sta guardando sia reale tanto quanto inspiegabile. La domanda che alla fine in fondo tutti ci poniamo è: “Siamo poi così diversi da Theodore Twombly?”

La recensione puoi trovarla qui: Review: Her

Per vedere il Trailer in lingua originale clicca qui: Her – Official Trailer (HD) Joaquin Phoenix, Amy Adams

Provocazioni d’Avanguardia

23913_merda‘Siete invitati il 21 luglio alle 19, a visitare e collaborare direttamente alla consumazione dei lavori di Piero Manzoni’. 
Così era scritto sull’invito ad una mostra del 1960 di questo artista. Successivamente firmò con l’impronta del pollice alcune uova sode (bollite all’inizio della mostra) che vennero distribuite al pubblico e mangiate sul posto.

Questo era Piero Manzoni. Artista dissacrante e impertinente, nato a Soncino nel 1933, s’inserisce fin da giovanissimo nei gruppi dell’Avanguardia del XX secolo collaborando con artisti come Lucio Fontana, Vincenzo Agnetti e Yves Klein, che definiranno poi il suo percorso artistico.
Manzoni, con la sua arte, tenta di comunicare la parte più intima della figura dell’artista, prendendosi gioco di lui, rappresentando in modo originale la realtà del suo tempo, cercando di suscitare nel suo pubblico clamore e curiosità.
Morto a soli trent’anni, venne designato come un artista ambiguo, provocatorio, esuberante, con una spiccata propensione alla platealità. Manzoni diventa un caso su cui discutere, le sue opere sono state oggetto di numerosi fraintendimenti, in pochi hanno esaminato davvero il valore di quelle innovazioni, del loro significato.
A cinquant’anni dalla sua morte, il Palazzo Reale di Milano ospita una mostra a lui dedicata.

Lettura davvero consigliata: Piero Manzoni: dissacratore e inquieto precursore dell’arte di comunicare

UPSEE, per amore di un figlio

upsee

Grazie a Debby Elnatan, mamma del piccolo Rotem affetto da paralisi celebrale e costretto a vita su una sedia a rotelle, dal 7 aprile è disponibile per tutti i genitori come Debby, che vogliono una vita migliore per i propri figli, Upsee: un’imbarcatura mobile agganciata ai piedi e alla vita, che fissa saldamente il bambino al genitore e che gli permette di camminare insieme alla mamma o al papà.

Upsee è una vera e propria rivelazione per bambini con malattie neuromuscolari, ottenuta grazie a una mamma che ha lottato per migliorare la condizione del figlio e ha cercato in tutto il mondo un’azienda seria che potesse produrre la sua idea, e l’ha trovata: la Firefly.

Disponibile sul mercato per tutti quei genitori che non si arrendono: http://www.fireflyfriends.com/upsee